Chi diavolo sono?
Direi che questa è la prima delle domande alla quale rispondere.
Mi chiamo Simone Tanzi. Sono nato nell’82 e sono quindi riuscito a dedicare la mia infanzia a tutto ciò che gli anni 80 potevano offrire ad un bambino ma a due cose ero principalmente affezionato, ed in tempi non sospetti, prima che diventassero fenomeni diffusi come lo sono oggi: i videogiochi e i giochi di ruolo.
Per anni ho trascinato ragazzi fuori dai loro campi di calcietto e dentro a una camera per affrontare orde di goblin armati di un dado a venti faccie o per affrontarsi a un mega torneo di Super Street Fighter 2.
Le banconote mi restavano in mano giusto il tempo necessario a cambiarle con un sacco di monetine.
Ricordo ancora benissimo i mostruosi tempi di caricamento del mio Commodore 64 a Cassette, le ore passate tra amici davanti al secondo zelda per capire come avanzare oltre quel punto che sembrava impossibile. Ricordo USA Today con le sue recensioni per il sega megadrive. Le partite a Golden Axe con mio padre in salagiochi. L’impossibilità di finire New Zeland Story non importa quante monetine avessi. L’arrivo del Super Nintendo. Secret of Mana. La console war tra Playstation e Sega Saturn. Il mio Neo Geo CD snobbato pubblicamente da tutti, quando nella realtà dei fatti appena arrivati a casa si staccava la playstation per fargli posto e giocare a King of Fighters o Samurai Shodown, e non ci importava se caricava un sacco. Ultima Online… primo unico e vero MMORPG.
Ricordo anche la mia scatola rossa di D&D con tutti quei dadi che ai pallonari sembravano così strani. I libri giuoco di lupo solitario e tutti noi, con 12 segnalibri per tornare indietro nel caso ci trovassimo infilati in un paragrafo di morte certa. La tabella del destino al posto del dado nella quale facevamo sempre il massimo perchè gli occhi non li chiudevamo davvero. Il tiro salvezza contro raggio della morte. Il continuo consultare il manuale Expert per vedere quanti soldi servivano ancora per poter comprare un castello. L’avventura al castello degli Amber. L’arrivo di AD&D con multiclasse, biclasse e altre sfaccettature mai capite fino in fondo. La Whitewolf con il suo vampiri, mage, werewolf che ancora oggi, nonostante la nuova serie, non riesce a farsi abbandonare dai suoi fans. Il G.U.R.P.S. con i suoi mille manuali ed il manuale cyberpunk ritirato dai servizi segreti americani. La terza edizione di D&D e il nostro disappunto nello scoprire poco tempo dopo l’uscita di una 3.5
Già allora ero il Dungeon Master, l’organizzatore di tornei, quello che portava il gioco nuovo, che si buttava a testa bassa sull’ultima novità. E già da allora la mia ambizione era una… Creare giochi.
D’altraparte era quello che ho sempre fatto. Far divertire.
Purtroppo non ho mai avuto occasione di entrare nell’industria del videogioco o del gioco di ruolo.
Ho provato a lanciarmi in diversi progetti ma tutti necessitavano di collaboratori che si davano alla macchia una volta realizzato che fare un gioco singifica lavorarci sopra, e molto.
Poi recentemente ho avuto occasione, tramite un amico, di organizzare eventi ludico-culturali nella mia città.
un paio dedicati a due scrittori e di portata limitata: “Il richiamo di H.P.Lovecraft” (dedicato appunto a H.P.Lovecraft) e “…e nulla più” (dedicato a Edgar Allan Poe); ma soprattutto di organizzare due edizioni di ParmaFantasy con il quale siamo riusciti a superare le 6000 presenze il primo anno e le 14000 all’ultima edizione.
Attualmente stò lavorando al mio romanzo Fantasy, Spellbound. Stò inoltre progettando alcuni regolamenti per giochi di ruolo nei ritagli di tempo.
Questo blog è dedicato proprio a questo. Condividere i miei progetti passati e futuri, metterli un pò in vetrina come in una sorta di portfolio, perchè infondo l’ambizione di diventare un game designer non l’ho ancora abbandonata.